Il sale

Come sapete, in rete ne sentiamo di tutti i colori: notizie valide ed interessanti ed altre di nessun valore che generano confusione e insicurezza. Dico sempre che per noi comuni mortali, non competenti in materie mediche, chimiche, nutrizionali ecc ecc ecc, diventa assai difficile districarsi tra mille informazioni e farsi un’opinione corretta.

Men che meno dovrebbe essere così complicato fare la spesa, se ci tieni un minimo ad acquistare prodotti buoni e salutari!

Ecco quindi che mi scatta la voglia di cercare notizie e approfondimenti e, quando mi sembrano interessanti, li condivido in questo piccolo spazio.

Ultimamente ho letto diverse cose sul sale da cucina e alla fine di tutto ho deciso di utilizzare (e l’ho acquistato!) l’italianissimo sale delle saline di Cervia fino o grosso!

Un prodotto poco conosciuto forse, ma tutto italiano e a me tanto basta. Sarà una decisione saggia? A me queste scelte chissà perché, fanno sentire bene. Poi vedremo…

Per gli antichi Romani il sale era particolarmente prezioso; non a caso il termine salario, ancora oggi utilizzato per indicare la retribuzione di un lavoratore dipendente, fu coniato in quegli anni per dare un nome al compenso dei legionari. La salatura degli alimenti, oltre ad essere necessaria per conservare meglio alcuni cibi, ha pertanto anche un profondo significato storico e culturale.

Malgrado questo, ormai in molti sappiamo che se assunto in eccesso il sale è nemico della nostra salute in quanto è causa di ipertensione, osteoporosi e favorisce la tendenza all’obesità, per cui è bene NON ABUSARNE.

Nel contempo però, il sodio è un minerale essenziale per il nostro organismo in quanto regola la trasmissione dell’impulso nervoso, il bilancio idrico, l’equilibrio acido-base e la permeabilità di membrana.
Un apporto ridotto di sale nella dieta può, specie nei periodi estivi, favorire l’insorgenza di crampi, diminuendo l’appetito e la lucidità mentale.

Quindi attenzione ma non eliminazione; magari teniamo conto alla qualità.
Il sale marino integrale è ottenuto per evaporazione dell’acqua di mare, quindi sottoposto ad una serie di trattamenti superficiali di lavaggio e purificazione.

Acqua di mare, sole e vento rappresentano quindi gli ingredienti essenziali per la nascita di un buon sale marino integrale.
Il mancato utilizzo di metodiche di raffinazione chimica, permette al sale integrale di conservare intatto il patrimonio naturale di oligoelementi.
Rispetto al sale da cucina raffinato, il prodotto integrale vanta minori concentrazioni di cloruro di sodio, mentre contiene quantità non trascurabili di iodio, magnesio, potassio ed altri microelementi.
La composizione del prodotto varia sensibilmente a seconda delle zone di estrazione, tanto che in commercio si trovano diverse varietà di questo “oro bianco”, provenienti da tutto il mondo ed indicate per specifiche preparazioni culinarie. Altrettanto variabile, quindi, è il sapore di questi prodotti, che spesso presentano tonalità aspre a cui il palato non è normalmente abituato.

La maggior parte del sale che troviamo sugli scaffali del supermercato non ha nulla a che vedere con il sale integrale. Spesso si tratta di sale di salgemma (estratto da miniere sotterranee derivanti dalla lenta evaporazione di antichi bacini marini), bianchissimo ed iperaffinato.
Rispetto a quello marino, all’origine il sale di salgemma è più ricco di cloruro di sodio, perché contiene meno impurità. Come anticipato, il sale marino è invece ottenuto nelle saline dall’evaporazione dell’acqua di mare.
I processi di raffinazione del sale hanno lo scopo di eliminare le impurezze, compresi quei contaminanti potenzialmente pericolosi per la salute.
A tale scopo viene dapprima ridotto in salamoia, quindi trattato con sostanze chimiche, per far precipitare le impurità, ed infine essiccato, a questo vengono aggiunti additivi che evitano l’assorbimento di umidità da parte del prodotto, mantenendo così separati i singoli granelli.
Il vero sale marino integrale, quindi, appare generalmente più umido e grumoso del tradizionale, dato che non viene addizionato di sostanze anti-umidità.

Il sale di Cervia è un sale integrale marino.

Marino, perché la sua origine è l’acqua del mare, che viene fatta entrare in salina dal canale immissario, per poi venir fatta evaporare e concentrare fino ad arrivare alla produzione del sale vero e proprio. Integrale perché una volta raccolto viene esclusivamente lavato con acqua madre (un’acqua a concentrazione di salinità molto più alta di quella del mare e più bassa di quella del sale, ricchissima di oligoelementi e di sostanze naturalmente positive per l’organismo) e poi lasciato essiccare in aia, nei cumuli di sale che si vedono arrivando a Cervia da ogni dove.

Il sale è dolce per motivi geografici, storici e naturalmente anche chimici. La scelta di non essiccare artificialmente, né sbiancare chimicamente il sale, lo lascia integrale e ad alta solubilità. Il sale dolce di Cervia mantiene infatti l’umidità che gli deriva dal suo percorso nelle vasche e anche il suo colore tipico, che non è bianchissimo, ma anzi ha in sé tutte le sfumature del rosa e del grigio che gli derivano dal percorso produttivo e anche storico. Quindi è un sale dolce e integrale, che mantiene inalterate le caratteristiche di salubrità fondamentali per la vita. Il sale dolce di Cervia è infatti ricco di oligoelementi presenti nell’acqua madre (e utilizzati nella linea benessere) come iodio, zinco, rame, magnese, ferro, calcio, magnesio e potassio. 

Ecco perché ho fatto questa scelta…

Un ciao dalla vostra TesOry in cucina

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