Parliamo di zuccheri 1.0 – Il fascino della dolcezza

Quest’anno, quando ho rinnovato la mia tessera Slow Food, ho ricevuto in dono un libricino che affronta in maniera semplice e comprensibile il tema zucchero, sempre controverso e per molti di amore-odio. Siccome sono sempre molto attenta agli approfondimenti Slow Food per me fonte di conoscenza e ispirazione, vi propongo qualche stralcio interessante con relativa ricettina!!!   

*“Nel linguaggio comune la dolcezza è una qualità: conduce alla capacità di accoglienza e di risonanza con gli altri, alla comprensione e alla mitezza; collega alla maternità e all’appagamento degli scambi affettivi. Non a caso. IL DOLCE E’ UN SAPORE CONSOLATORIO E RASSICURANTE, AMATO ALL’UNANIMITA’.  Nei suoi confronti abbiamo una predilezione innata che si manifesta ancora prima della nascita. Già nella vita intrauterina, infatti, il feto accelera la deglutizione e modifica l’espressione del viso se la mamma assume sostanze molto zuccherate.
Dolce, del resto, è il gusto del nostro primo alimento: il LATTE MATERNO.” *   

Ma vi siete mai chiesti com’era il sapore dolce prima dell’avvento dello zucchero così come lo conosciamo noi oggi? Il sapore dolce e tenue che l’uomo ha conosciuto per migliaia di anni era quello delle piante spontanee che raccoglieva; solo dopo aver iniziato a dedicarsi all’agricoltura ha potuto soddisfare le proprie esigenze energetiche attingendo ad una più variegata scelta di sapori dolci come gli ortaggi, la frutta, i cereali, pochissimo miele e qualche dolcificante naturale ricavato dalla canna da zucchero e altre piante.

Ma il comune zucchero da cucina ha preso un posto stabile nell’alimentazione umana dopo la diffusione della barbabietola da zucchero, a partire dall’Ottocento.

Oggi però, troviamo lo zucchero in moltissimi prodotti industriali, compresi quelli salati, bevande, merende, fiocchi per colazione, talvolta mascherato da un’immagine salutista. L’utilizzo che se ne fa quindi risulta esagerato, di certo superiore ai fabbisogni che vengono già in larga parte soddisfatti dai cibi dei pasti principali.

Lo zucchero raffinato è ricavato attraverso un procedimento industriale che lo priva dei principi nutritivi delle piante da cui proviene (barbabietola o canna da zucchero) fornendo calorie vuote; mentre gli zuccheri simili che ingeriamo da frutta, verdura, legumi e cereali sono accompagnati da preziose sostanze protettive che, tra l’altro, ne regolano anche l’assorbimento.

Tutta l’informazione, a torto o ragione, che si è fatta attorno all’argomento, ha fatto sì che ormai temiamo lo zucchero, pur non riuscendo a resistergli. E ci sentiamo terribilmente in colpa quando cediamo alla tentazione, soprattutto se lo facciamo acquistando un prodotto industriale cosiddetto “light” invece di preferirne uno fatto in casa quasi sicuramente più buono e di cui conosciamo gli ingredienti.

Con la consapevolezza dunque di essere naturalmente attratti dal sapore dolce, che in natura sarebbe assai meno intenso e che possiamo assolutamente decidere noi cosa mangiare, forse potremmo “rieducare” il nostro gusto. Per chi vorrà seguirmi, ne parleremo la prossima settimana.

Per ora, vi lascio con una delle ricette proposte da Slow Food e vi propongo delle

Barrette di frutta per colazione…

ecco la ricettina, che trovate nella sezione ricette a questo link

 

* articolo ispirato ai contenuti del libro “Naturalmente dolci” di Slow food editore

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